- La sedentarietà, vero cancro delle società industrializzate : l’uomo per millenni è stato nomade e fino a 150 anni fa, per procurarsi il cibo doveva vagare per le campagne in cerca di prede o alimenti vegetali percorrendo ogni giorno venticinque,anche trenta chilometri : oggi l’uomo medio percorre a fatica cinquecento metri!
Una patologia incombe su tutti, i più giovani, la malattia ipocinetica, anche delle malattie cardiovascolari.
A causa di queste, ogni anno in Italia si contano 240.000 morti. nell’infartuato se sedentario,il rischio di ricaduta nel decennio successivo è elevato, circa il 77% :se eseguisse un adeguato programma di movimento il suo rischio ridurrebbe del 40%.
Exercise is medicine, dicono gli anglossassoni.
- Le occasioni sociali sempre più frequenti nei rapporti interpersonali : aperitivi, cene nei ristoranti o nelle pizzerie, le feste comandate ove il controllo alimentare è un’utopia.
- L’alterata percezione della fame e d- ella sazietà : le persone non sono consapevoli dell’eccesso alimentare, pensano di mangiare normalmente, condizionate dalla pubblicità che ovviamente propone quantità superiori ai normali fabbisogni delle persone oramai sedentarie croniche.
- L’alterata percezione corporea di molti soggetti che non si rendono conto ( se non superficialmente) dell’incremento del loro volume e del peso corporeo : quando se ne accorgono il danno oramai è fatto.
- Il comportamento alimentare disturbato : convinzione di risolvere momentaneamente i problemi ansiosi, depressivi, di solitudine, di rabbia con il cibo, ottenendo un’azione rilassante solo a stomaco fastidiosamente pieno. Tale comportamento tende ad essere perpetuato nel tempo come abitudine o addirittura come dipendenza : ad ogni variare dell’umore scatta il pensiero del cibo come distrattore dalle problematiche della vita.