Binge eating disorders - Dimagrire ragionando come i magri

Vai ai contenuti

Menu principale:

Binge eating disorders

Binge Eating Disorder


E’ un comportamento patologico caratterizzato da due componenti :

1) desiderio di dimagrire
2) contemporanee, ricorrenti perdite di controllo sul cibo
, dovute a nervosismo, emotività, noia, malinconia, le così dette abbuffate compulsive, senza metodi di compenso ( vomito o uso di lassativi ).


La quantità di cibo introdotta può variare da soggetto a soggetto : l’aspetto caratteristico è non voler ingrassare ma non riuscire ad evitare di mangiare fuori dai pasti alimenti calorici, pur detestando le proprie forme ed il proprio peso abbondante.
Questo comportamento è definito DISSONANZA COGNITIVA: pensieri e decisioni contrastano tra di loro per incoerenza logica.
Se il soggetto persiste con questo atteggiamento subisce un forte disagio emotivo tanto più aggravato quanto più la dissonanza è riconosciuta anche dagli altri individui dello stesso ambiente (marito, figli, suocera o colleghi d’ufficio).
LA TERAPIA DOVRA’ CORREGGERE QUESTA DISCREPANZA.
Di norma il soggetto è inconsapevole di essere affetto da questo quadro clinico ma soffre in silenzio per il suo comportamento contraddittorio ed inspiegabile.Di fronte al termine abbuffata le persone si spaventano rifiutando energicamente di esserne affette : si assolvono.
Niente di più sbagliato : negare la realtà può fare comodo, farci sentire meglio ma la diagnosi di pone senza scampo quando, volendo dimagrire si mangia fuori dai pasti cibi calorici più di due volte alla settimana.

Non guardare in faccia all’evidenza farà solo soffrire per l’incapacità di soddisfare il desiderio di avere un corpo diverso ed un peso accettabile.

E’ necessario fare una premessa : c’è abbuffata ed abbuffata.Un episodio in cui si introducono quantità consistenti di alimenti può succedere a chiunque, spesso dopo frustrazioni, litigi, rabbia, ansia, malinconia, depressione.
Ma se tale modalità si ripete frequentemente, quasi un’ abitudine, è segnale di problematiche psicologiche complesse e la diagnosi è : mangiare in maniera compulsiva, ossia essere affetta dal

Disturbo del Comportamento Alimentare

Poiché nel soggetto obeso è difficile distinguere tra episodio di alimentazione eccessiva ed abbuffata, la sua definizione si è modificata notevolmente nel corso di questi ultimi anni.
Non è più necessaria un’abnorme quantità di alimenti (come succedeva alle ragazze bulimiche degli anni ‘90).
L’aspetto più caratteristico è la perdita del controllo sul cibo, qualsiasi esso sia : trovare difficile fermarsi quando si inizia a mangiare e non controllare quanto e che cosa si mangia.


Significativi episodi di PERDITE di CONTROLLO sembrano affliggere il 30 % delle persone (adolescenti ed adulte) che si presentano da un dietologo per un trattamento dimagrante.
Tale comportamento va distinto dalla bulimia, la quale generalmente è seguita da episodi di compenso (vomito autoindotto, uso di lassativi, esagerata attività fisica).Colpisce spesso le obese ma anche le normopeso (il peso non è un criterio diagnostico) e si manifesta con crisi di Alimentazione incontrollata.La binge eater, quando perde il controllo su cosa e quanto mangia, ha deciso che la sua giornata è oramai “compromessa”, per cui si concede altri strappi alla regola.quadro è caratterizzato dalla regolare presenza di due o più giorni alla settimana di introduzione incontrollata di cibo.(il soggetto vorrebbe limitarsi ad un piccolo assaggio o limitare il numero di pezzi di cibo, ma non riesce ed eccede pur non volendo arrivare a tanto).“Quando qualcosa mi preoccupa cerco di sfuggirla … mangiando! Il cibo è un modo per sfuggire le problematiche della vita, qualsiasi esse siano.

BLOCCO DELLE EMOZIONI: le piccole ma ripetute PERDITE DI CONTROLLO sul cibo allontanano da stati emotivi intollerabili come l’ANSIA, la RABBIA o più semplicemente una vaga MALINCONIA di fondo.“Non riesco a tollerare questo stato emotivo, così blocco l’emozione mangiando”.
Il soggetto vede solo gli aspetti positivi del cibo introdotto a breve termine ( eliminazione dell’ansia o del nervosismo) e non gli effetti negativi a lungo termine.Si concentra solo sull’IMMEDIATO e non sul DOPO.
Spesso la storia di queste pazienti è caratterizzata da un elevato numero di diete.
Nonostante ogni volta si impegnino con “fermezza e grandi propositi”, NON riescono a seguire nessuna dieta oltre pochi giorni perché si arrendono regolarmente, ricadendo nelle perdite di controllo alimentare
.

Più la dieta è ferrea e ipocalorica, più facilmente eccedono in crisi compulsive con un circolo vizioso inarrestabile.
Ci sono valide ragioni per supporre che proprio seguire delle diete drastiche (che promettono dimagramenti eclatanti) giochi un ruolo chiave nell'iniziare e nel mantenere crisi di abbuffate.
L’aumento di peso conseguente modifica l’immagine del proprio corpo, pone problemi di abbigliamento e di relazione con gli altri : la persona può sentirsi brutta, ripugnante, rifiutata, e produce stati d’animo negativi come ansia, tristezza, rabbia.Il grasso diventa uno scudo e il sovrappeso una rassegnazione.Ma l’ambiente di studio o di lavoro è competitivo e sa essere spietato nei giudizi, con l’emarginazione e lo scherno. Essere magra, carina, in forma diventa l’unica chance per riscattarsi, farsi giudicare positivamente ed accettare.La mercificazione del corpo femminile crea ubbidienza ai dettami della moda ; ecco il ricorso esasperato al miracolo promesso da estetiste e profumerie : la crema prodigiosa, il centro estetico alla moda, la dieta sorprendente.

SBAGLIATO.


Sono il burqua che incatenerà sempre di più queste pazienti
all’insuccesso ed alla disperazione.


Torna ai contenuti | Torna al menu